Scioperi nazionali Mercatone Uno e Metro Italia Cash & Carry

I lavoratori di Mercatone Uno (Shernon Holding) e Metro Italia Cash & Carry stanno vivendo da ormai troppo tempo un periodo di estrema tensione, dovuta alle difficoltà economiche delle aziende e, soprattutto, al loro atteggiamento irrispettoso e scorretto nei confronti dei propri dipendenti.

Negozi con poca merce e magazzini semivuoti: sono circa trenta i posti di lavoro di nuovo a rischio all’ex Mercatone Uno di Verdello, mentre in tutt’Italia complessivamente in bilico ci sarebbero 1.800 persone nei 55 punti vendita che la Shernon Holding ha acquisito nove mesi fa dall’Amministrazione Straordinaria della vecchia società specializzata nella vendita di mobili e complementi d’arredo. Ora la Holding ha deciso di presentare istanza di ammissione al Concordato Preventivo presso il Tribunale di Milano.

“Purtroppo, le nostre preoccupazioni si sono rivelate fondate: già nell’ultimo incontro avvenuto a Bologna il 22 febbraio, infatti, avevamo espresso diverse perplessità sul progetto di ricapitalizzazione” hanno spiegato oggi Mauro Rossi della FILCAMS-CGIL e Terry Vavassori di FISASCAT-CISL di Bergamo. “Il 2 aprile, poi, l’azienda aveva annullato un incontro al Mise, il Ministero dello Sviluppo Economico, con la giustificazione di dover concludere un accordo proprio per la ricapitalizzazione con potenziali investitori. Veniamo, invece, a sapere da email inviate direttamente ai singoli lavoratori che è stata presentata istanza di ammissione al Concordato Preventivo presso il Tribunale. Per questo a livello nazionale, come a livello locale, abbiamo dichiarato uno sciopero per l’intera giornata di giovedì 18 aprile, quando si terrà anche un presidio a Roma davanti al Ministero dello Sviluppo Economico, in concomitanza con l’incontro già previsto in cui si discuterà della vertenza. È responsabilità del Mise e dei Commissari straordinari farsi carico di gestire una situazione così drammatica e incerta”.

Ricordiamo che Mercatone Uno di fatto si trovava sull’orlo del fallimento già nel 2015 e che, anche grazie alla mobilitazione dei lavoratori (in quell’anno anche a Verdello si svolsero dieci giornate di sciopero), fu mandata in Amministrazione straordinaria speciale dalla primavera del 2015 fino all’estate del 2018.

 


La situazione in Metro Italia Cash&Carry non è migliore.
Il comportamento aziendale, fatto da continue bugie e false promesse, dimostra il totale disinteresse dell’impresa per i propri dipendenti.
Per questo, è stato indetto lo sciopero nazionale perchè vogliamo:

  • Certezza dei turni di lavoro unici senza che le responsabilità siano scaricate sulle lavoratrici e sui lavoratori!
  • Relazioni sindacali di Punto Vendita per gestire le problematiche interne attraverso confronti ed accordi!
  • Gestione delle flessibilità orarie che risolva i problemi delle lavoratrici e dei lavoratori e non solo a favore dell’Azienda!
  • Maggiore retribuzione per tutti sul lavoro domenicale, senza discriminare i lavoratori con la domenica lavorativa in contratto!
  • Confronto ed informazione preventivi sui problemi occupazionali e non la solita rincorsa dell’ultimo momento!
  • Più salario variabile e più possibilità di raggiungere i premi, concordando con le OO.SS. sistemi incentivanti equi!